Adeguamento ai rischi da arco elettrico (CEI 78-25:2025)

1. QUADRO NORMATIVO E OBBLIGHI DI LEGGE

Da settembre 2025 è in vigore la CEI 78-25:2025 che definisce le modalità specifiche per proteggere il personale dalle ustioni termiche causate dall’arco elettrico.

La protezione dei lavoratori contro il rischio di arco elettrico è un obbligo sancito dal D.Lgs. 81/08 (Art. 80), che impone la valutazione di tutti i rischi di natura elettrica. 

Il rapporto tecnico (CEI 78-25) fornisce i metodi di calcolo per determinare l’energia incidente e scegliere i DPI corretti; dalla data di entrata in vigore (1° settembre 2025) non valutare l’arco elettrico secondo questi criteri tecnici potrebbe essere considerato una mancanza di “diligenza e perizia” da parte del Datore di Lavoro, esponendolo a gravi responsabilità penali in caso di infortunio.

La necessità della valutazione degli archi elettrici viene indicata anche dalla nuova edizione della CEI 11-27:2025, norma sulla sicurezza dei lavori elettrici.

2. OBBIETTIVI DELLA VALUTAZIONE

L’obiettivo è garantire che ogni qualvolta un operatore esegua un lavoro elettrico esponendosi a parti attive sotto tensione, lo faccia all’interno di un quadro di sicurezza calcolato, riducendo al minimo il rischio di ustioni termiche e lesioni da esplosione.

Il Rapporto Tecnico (CEI 78-25:2025) definisce le metodologie per la valutazione del rischio da arco elettrico (Arc Flash), focalizzandosi sul calcolo dell’energia incidente, sulla determinazione della distanza di sicurezza (oltre la quale il rischio è trascurabile) e sulla selezione dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) idonei.

L’analisi si applica sia agli impianti nuovi che a quelli esistenti, coprendo un ampio spettro operativo:

  • Tensioni: Fino a 72 kV in corrente alternata (AC) e 1.500 V in corrente continua (DC).
  • Soggetti esposti: Lavoratori qualificati (PAV, PES o IDONEI) ai sensi della Norma CEI 11-27.
  • Punti critici: parti  attive  sotto  tensione  come  ad  esempio:
    • Power Center (PCC) e Motor Control Center (MCC);
    • Quadri elettrici di potenza, scatole di derivazione e condotti prefabbricati (blindo);
    • Sistemi di accumulo: Batterie per UPS;
    • impianti fotovoltaici;
    • Mobilità elettrica: Auto elettriche, infrastrutture di e-mobility e trazione;
    • Macchine elettriche: Trasformatori, motori e condensatori.

Una precisazione necessaria riguarda anche il possesso di certificazioni di conformità delle apparecchiature (es. CEI EN 61439 per i quadri, Direttiva Macchine 2006/42/CE, o certificazioni di comparti Arc-Resistant), che rappresenta una garanzia di costruzione a regola d’arte, ma non esaurisce gli obblighi di protezione dei lavoratori.

La distinzione fondamentale risiede nel passaggio dalla “sicurezza del componente” alla “sicurezza dell’attività operativa”:

  1. Limiti delle Certificazioni di Prodotto: Le norme costruttive garantiscono che l’apparecchiatura contenga gli effetti di un guasto interno esclusivamente in condizioni di prova (es. per i quadri elettrici con portelli chiusi e serrati). Esse non possono prevedere, né mitigare, l’energia termica a cui potrebbe essere esposto un operatore che interviene sul campo.
  2. Il Rischio nelle Fasi Operative: Il rischio da arco elettrico diventa critico proprio nelle fasi in cui le protezioni meccaniche dell’apparecchiatura vengono rimosse o bypassate per necessità tecniche, quali ad esempio:
  • Misure e prove di funzionamento su parti attive (es. ricerca guasti su macchinari o inverter).
  • Verifiche termografiche o controlli visivi a portelli aperti.
  • Manovre di inserzione/estrazione di interruttori o cassetti estraibili.
  • Interventi su sistemi DC (batterie UPS e fotovoltaico) dove la separazione fisica è spesso minima.
  1. Dipendenza dai Parametri di Rete: L’intensità di un arco elettrico (Energia Incidente) non è una caratteristica intrinseca dell’apparecchiatura, ma dipende da fattori esterni al costruttore: la potenza della rete a monte e la velocità di intervento delle protezioni (tarature). Un macchinario perfettamente certificato può diventare letale se installato in un punto della rete con correnti di corto circuito elevate e tempi di sgancio non coordinati.

3. COME SI VALUTA UN ARCO ELETTRICO

La valutazione del rischio da arco elettrico (secondo la nuova guida CEI 78-25:2025) è un’analisi che si articola nelle seguenti fasi operative:

  1. Rilievo dei Parametri di Rete: Per ogni punto critico dell’infrastruttura (cabine, quadri di potenza, UPS, bordo macchina, ecc..), si rilevano i dati che determinano la violenza di un eventuale arco:
  • Corrente di Corto Circuito
  • Tempi di Intervento delle Protezioni
  1. Calcolo dell’Energia Incidente: attraverso modelli matematici indicati nel rapporto tecnico, si calcola l’energia termica che colpirebbe un lavoratore a una normale distanza di lavoro.
  2. Determinazione delle Misure di Protezione: Sulla base dei risultati del calcolo, si definiscono le contromisure obbligatorie:
  • Distanze di Sicurezza (Arc Flash Boundary): il limite fisico oltre il quale una persona senza protezioni è al sicuro dall’esplosione.
  • Selezione dei DPI
  • Etichettatura di Sicurezza: applicazione di un’etichetta che indichi chiaramente al tecnico il pericolo presente e cosa deve indossare prima di operare

4. CONCLUSIONI

La valutazione ai sensi della Guida CEI 78-25 è lo strumento tecnico che permette di quantificare il rischio residuo reale nello scenario di lavoro. Essa integra le certificazioni esistenti fornendo i dati necessari per la scelta dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) e la definizione dei perimetri di sicurezza (Arc Flash Boundary), elementi che nessuna targa del costruttore può fornire autonomamente.

Autori: Conte Ivan, Morandi Gianluca, Salmaso Matteo

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